sim aziendali

 

Tra i servizi di telefonia business che oggi mettono “meno” in ansia un Professionista o un piccolo Imprenditore, c’è di sicuro la telefonia mobile in primissima posizione.

Si tratta di una materia che per diletto o per necessità, chiunque di noi si è trovato a dover gestire o modificare almeno una volta nella vita e, anche per chi non ne avesse le dirette competenze minime, comunque ognuno di noi annovera tra le proprie conoscenze qualche amico/parente/collega che di sicuro dichiara di intendersene.

Si tratta inoltre di una di quelle scelte che quando deve essere cambiata, non presenta nemmeno il rischio di strascichi di particolare rilevanza (sempre a meno che non si sia fatta la scelta di associare uno smartphone alla propria promozione o al proprio abbonamento), perchè in questa eventualità, i rischi da soppesare in caso di un cambio di contratto, sono sicuramente maggiori.

E’ quindi una di quelle decisioni che, quando si presenta la necessità di intavolarla, non mette più la stessa ansia di solo qualche anno fa.

Oggi ci sono compagnie e profili tariffari di ogni tipo, ne esistono per ogni gusto e per ogni tasca.

Oggi si possono dire estinti anche quei rischi di disservizio durante la fase di portabilità del proprio numero telefonico, che erano tipici e ancora piuttosto frequenti anche soltanto pochi anni fa, e che erano sicuramente fonte di grandi ansie quando a dover passare da un operatore all’altro, magari c’erano quantità importanti di sim aziendali.

Oggi la portabilità del numero telefonico è una procedura regolamentata, e sono sempre più isolati i casi di disservizio nel nel corso del cambio di operatore.

 

RISPARMIARE SULLA TELEFONIA MOBILE

 

Sebbene dalla premessa possa sembrare un’operazione da potercisi permettere di compiere a “guardia bassa”, ci sono comunque degli aspetti che vanno presi seriamente in considerazione prima di sottoscrivere un’offerta, almeno per ciò che riguarda i costi, con particolare attenzione anche oggi altrimenti, il costo che si crederà di dover sostenere rischia di rivelarsi solo una piccola porzione del reale costo finale.

 

ESTERO

 

La normativa Europea che ha introdotto la logica di Roam Like at Home (RLAH) partita nell’estate del 2017, ha sì reso più accettabile il costo da sostenere per chi frequenta gli stati della Comunità Europea, ma è stata generalmente mal compresa dagli Utenti e, più precisamente, assolutamente mal spiegata dagli addetti ai lavori.

Crediamo quindi che sia giunto il momento di mettere alcuni doverosi “puntini sulle i”, affinchè gli Utenti possano realmente scegliere ma con la certezza di aver finalmente “scelto” e non soltanto “abboccato”.

La normativa ha specificato che i costi per l’uso di telefonate, sms e internet che gli Operatori possono applicare a quell’Utente che si reca in uno stato estero, non possono più essere oggetto di decisioni commerciali arbitrarie interne all’azienda ma devono rispettare una tabella riportante prezzi massimi applicabili che sono univoci per tutti gli Operatori di telefonia europei.

Questo significa che se oggi vai ad analizzare in profondità le condizioni delle offerte dei vari Operatori, potrai vederti proporre diverse formule ma in nessun caso, il costo definitivo che ti verrà applicato potrà essere superiore a quello definito dalla Commissione Europea.

Potrai quindi trovare chi ti concede una quantità mensile di giga da poter utilizzare indistintamente in Italia come nel resto dell’Europa; chi invece ti dirà che dei giga mensili inclusi, solo una parte sono validi in roaming, e chi ancora ti applicherà una tariffa per ciascun giga utilizzato oltre confine ma, ad ogni modo, il costo unitario di questi giga, dovrà essere coerente con la normativa “RLAH”.

 

DOVE STA LA TRAPPOLA

 

Quasi nessuno degli Utenti è a conoscenza del fatto che, seppur di “estero” si stia parlando, una cosa è il ROAMING e tutt’altra è il TRAFFICO INTERNAZIONALE.

Non sono assolutamente due sinonimi.

La normativa ha regolamentato la prima, ma non la seconda questione.

Questo vuol dire che quando tu ti rechi fisicamente all’estero e dal display del tuo smartphone scompare il nome del tuo Operatore da accanto alle tacche del segnale, ed appare il nome dell’Operatore del posto in cui ti trovi, tu sei entrato in roaming (si potrebbe dire, “in prestito” su un altro Operatore).

Questa è  la casistica che viene protetta dalla normativa europea, e quindi valgono tutte le logiche del RLAH.

Se invece ti trovi in Italia, agganciato al tuo Operatore, ed effettui per esempio una telefonata ad un numero francese che si trova in Francia, quello che starai per fare è TRAFFICO INTERNAZIONALE e stai pur certo che non prevede alcun tipo di tutela comunitaria.

Questo non significa necessariamente che il prossimo mese ti vedrai arrivare una fattura mostruosa per quella telefonata internazionale ma, devi comprendere che malgrado le tariffe “all inclusive” oggi disponibili sul mercato presentino prezzi che sono molto più economici che soltanto pochi anni fa, gli Operatori stanno adottando fisolofie completamente diverse dal passato nel creare tali proposte.

Il principio col quale ti consiglio di famigliarizzare sin d’ora; la lampadina che vorrei si accendesse subito nella tua mente già dalla prossima occasione in cui valuterai un cambio di offerta o di Operatore, è che al netto dei minuti e giga mensili che ti verranno offerti (quelli te li danno tutti, te li danno sempre e sarà molto semplice valutarne l’adeguatezza per le tue necessità),

tutto il resto, TUTTO IL RESTO, non è più ovvio.

Ascolto della segreteria, sms, messaggio che ti avvisa di essere stato cercato, traffico internazionale, utilizzo dei dati in tethering (hot spot), sono tutti servizi che oggi gli Operatori tendono a farti pagare a parte.

Il principio di oggi è:

vuoi telefonare e navigare a basso prezzo? Ok lo farai a basso prezzo ma… non fare altro che non sia telefonare e navigare perchè, ti bacchetto!

 

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